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LA POESIA NELLA MUSICA

LE MIE POESIE-DOLCELUNA

GUESTBOOK

PRIMA DI ANDARTENE

 

 

 
 
 
 
 

     RABINDRANATH  

        T  A  G  O  R  E      

 

Con il mio amore 
ho raggiunto stasera il limite del mare senza spiaggia, 
per nuotarci dentro e perdermi in eterno.

 

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Chi sei tu, lettore che leggi
le mie parole tra un centinaio d'anni?
Non posso inviarti un solo fiore
della ricchezza di questa primavera,
una sola striatura d'oro
delle nubi lontane.
Apri le porte e guardati intorno.
Dal tuo giardino in fiore cogli
i ricordi fragranti dei fiori svaniti
un centinaio d'anno fa.
Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
la gioia vivente che cantò
in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta
attraverso un centinaio d'anni.
 
E sera, è l'ora in cui 
i fiori chiudono le loro corolle.
Permettimi di restare al tuo fianco 
e chiedi alle mie labbra
 di fare ciò che si può fare in silenzio 
e alla debole luce delle stelle.
 
Chiederei ancora qualcosa
se possedessi il cielo, le sue stelle
e il mondo con le sue infinite ricchezze.
Sarei però contento anche d'ogni piccola cosa
se lei fosse mia.
 
Sì, lo so, non è che il mio amore
questa luce d'oro che danza sulle foglie,
queste pigre nuvole che navigano  in cielo,
questo vento che passa, accarezzando
la mia fronte con la sua freschezza.
La luce del mattino mi ha inondato la vista:
è questo il tuo messaggio al mio cuore.
Chini il viso, i tuoi occhi fissano i miei,
il mio cuore tocca i tuoi piedi.
 
Il mio cuore, uccello del deserto, ha trovato
il suo cielo nei tuoi occhi.
Essi sono la culla del mattino, essi sono
il regno delle stelle.
I miei canti si perdono nella loro profondità.
Lascia che io squarci le sue nuvole
e stenda le ali al suo sole.
 
Tengo le sue mani e le stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia della sua bellezza,
di rubare con i baci il suo dolce sorriso, di bere
i suoi neri sguardi con i miei occhi.
Ah, ma dov'è? Chi può appropriarsi
dell'azzurro del cielo?
Cerco d'afferrare tanta bellezza; ma mi sfugge,
lasciando solo il corpo nelle mie mani.
Stanco e deluso io me ne vado.
Come può il corpo toccare il fiore
che solo lo spirito riesce a sfiorare?

       

 

 
 
Non lasciarmi, non andartene,
perché scende la notte.
La strada è deserta e buia,
si perde tortuosa. La terra stanca
è tranquilla, come un cieco senza bastone.
Sembra che io abbia aspettato nel tempo
questo momento con te
così accendo la lampada
dopo averti donato fiori.
Con il mio amore ho raggiunto stasera
 il limite del mare senza spiaggia,
per nuotarci dentro e perdermi in eterno.
 

Dimmi  se tutto questo è vero,amore mio,
dimmi se questo è vero.
Quando i miei occhi lampeggiano, le oscure nuvole,
nel tuo petto, danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra sono dolci come l'inizio
del primo amore?
Che i ricordi di svaniti mesi di maggio
indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra di canzoni
al tocco dei mie piedi?
E' poi vero che al mio apparire la rugiada
cade dagli occhi della notte e la luce del giorno
è felice quando avvolge con gioia il mio corpo?
E' vero, proprio vero che il tuo amore vagò solitario
attraverso epoche e mondi in cerca di me?
E che quando finalmente mi hai trovato
il tuo vecchio desiderio trovò una pace perfetta
nel mio parlare gentile, nei miei occhi, nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E' vero, dunque, che il mistero dell'infinito 
è scritto sulla mia piccola fronte?
Dimmi, amore mio, se tutto questo è vero.
 

Sono per te come la notte.
Non posso darti che pace e silenzio,
nascosti nell'ombra.
Quando all'aurora aprirai gli occhi,
ti lascerò al ronzio delle api, al canto degli uccelli.
La mia offerta non sarà che una lacrima versata
nella tua giovinezza.
Saprà velare la crudele gioia del giorno.
Più freschi ne usciranno i tuoi sorrisi.
Tu  sei la nuvola della sera 
che vaga nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti  modello 
con i miei desideri d'amore. 
Tu sei mia, solo mia, 
l'abitatrice dei miei sogni infiniti!
I tuoi piedi sono rosso-rosati 
per la vampa del mio desiderio, 
spigolatrice dei miei canti al tramonto! 
Le tue labbra sono dolci-amare 
del sapore del mio vino di dolore. 
Tu sei mia, solo mia, 
abitatrice dei miei sogni solitari!
Ho oscurato i tuoi occhi 
con l'ombra della mia passione,
frequentatrice della profondità 
del mio sguardo!
T'ho presa e ti stringo, 
amore mio, 
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia, 
abitatrice dei miei sogni immortali!

   

 

Quando mi passò accanto 
velocemente, l'orlo della sua veste 
mi sfiorò. 
Dall'isola sconosciuta 
d'un cuore venne improvviso 
un respiro caldo di primavera. 
Fu un tocco fugace che svanì
in un momento, come il petalo
di un fiore reciso 
trasportato nell'aria.
Ma si fermò sul mio cuore 
come un sospiro 
del suo corpo, 
come un sussurro dell'anima.
 
Io ti amo, amore mio, perdona il mio amore.
Sono presa come un uccello, smarrito lungo la via.
Quando il mio cuore fu scosso e perse il suo velo
rimase nudo. Coprilo con la tua pietà, amore mio,
e perdona il mio amore.

Se non puoi amarmi, amore mio, perdona il mio dolore.
Non guardarmi sdegnato, da lontano.
Tornerò nel mio cantuccio e siederò al buio.
Con entrambe le mani coprirò
la mia nuda vergogna.

Volgi la testa, amore mio, e perdona il mio dolore.
Se mi ami, amor mio perdona la mia gioia.
Quando il mio cuore è trascinato dal vortice
della felicità, non ridere della mia tenerezza.
Quando siedo sul mio trono e ti tiranneggio
col mio amore, o quando, come una dea,
ti concedo la mia grazia, sopporta il mio orgoglio,
amore mio, e perdona la mia felicità.
 
Finisci allora quest'ultima canzone e dividiamoci.
Dimentica questa notte, ora che la notte non c'è più.
Chi provo a stringere tra le braccia? I sogni
non possono essere imprigionati.
Con mani avide stringo al mio cuore il vuoto
e il mio petto ne resta ferito.
 
Il nostro destino viaggia su un mare
mai attraversato, dove le onde
si susseguono in un gioco incessante
di rimpiattino.

È l’inquieto mare del mutamento,
perde e perde ancora gli armenti
e batte le mani contro il cielo costante.

Al centro di questo mare travolgente,
tra l’alba e la notte, Amore,
tu sei l’isola verdeggiante dove il sole
bacia l’ombra vaporosa, dove gli uccelli
sono amanti che cantano il silenzio.
 
Qualcuno mi ha segretamente 
lasciato in mano un fiore d'amore.
Qualcuno mi ha rubato il cuore
e l'ha sfogliato in cielo.
Io non so se l'ho trovato o se vado
a cercarlo ovunque e se c'è un tremore
di gioia o di pena
 

       

 


Io desidero te, solo te.
Il mio cuore lo ripete infinitamente.
Sono false e vuote
le esigenze che di continuo
mi distolgono da te.

Come la notte nel buio
nasconde il desiderio della luce,
così al culmine della mia incoscienza
risuona questo grido:
"Io desidero te, solo te".

Come il monsone che vuole finire
nella calma, anche se la sua lotta
è furiosa, così la mia ribellione
s'oppone al tuo amore anche se grida:
"Io desidero te, solo te".
 
 
Parlami, amore mio! 
Dimmi a parole quello che hai cantato.
La notte è buia. 
Le stelle si nascondono tra le nuvole.
Il vento soffia tra le foglie. 
Scioglierò i miei capelli. 
Il mio mantello azzurro mi avvolgerà 
come la notte. Stringerò la tua testa
al mio petto; nella dolce solitudine 
sospirerò sul tuo cuore. 
Socchiuderò i miei occhi e ascolterò. 
Non ti guarderò il viso. 
Quando le tue parole cesseranno, 
staremo fermi e in silenzio. 
Solo gli alberi bisbiglieranno nell'oscurità.
La notte impallidirà. 
Spunterà l'aurora. 
Ci guarderemo negli occhi 
per l'ultima volta e andremo ognuno 
per la sua strada. 
Parlami, amore mio! 
Dimmi a parole quello che hai cantato.

   

 



 
Vieni come sei, non indugiare a farti bella. 
Se la treccia s'è sciolta dei capelli, 
se la scriminatura non è dritta, 
se i nastri del corsetto non sono allacciati, 
non badarci. 
Vieni come sei, non indugiare a farti bella. 

Vieni sull'erba con passi veloci. 
Se il rossetto si disfà per la rugiada, 
se gli anelli che tintinnano ai tuoi piedi 
si allentano, se le perle della tua collana 
cadono, non badarci. 
Vieni sull'erba con passi veloci. 
Non vedi le nubi che coprono il cielo? 
Stormi di gru si levano in volo 
dall'altra riva del fiume 
e improvvise raffiche di vento 
passano veloci sulla brughiera. 
Le greggi spaurite corrono agli ovili. 
Non vedi le nubi che coprono il cielo? 

Invano accendi la lampada della tua toilet - 
la fiamma vacilla e si spegne nel vento. 
Chi può accorgersi che le tue palpebre 
non sono state tinte d'ombretto? 
I tuoi occhi sono più neri delle nubi. 
Invano accendi la lampada della tua toilet. 

Vieni come sei, non indugiare a farti bella. 
Se la ghirlanda non è stata intrecciata, che importa; 
se il braccialetto non è chiuso. lascia fare. 
Il cielo è coperto di nuvole - è tardi. 
Vieni come sei; non indugiare a farti bella. 

 

       

 

 

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